31 AGOSTO E 1 SETTEMBRE 2012 AD ACQUAVIVA DELLE FONTI, ATRIO PALAZZO DE MARI

sabato 18 agosto 2012

Intervista alla direzione artistica del festival

qui l'intervista su Acquavivalive

Venerdì 31 agosto e sabato 1° settembre si terrà ad Acquaviva delle Fonti, nell’Atrio di Palazzo De Mari, il festival letterario ‘A Testa in Sud. Un festival letterario contro la crisi’. Nell’arco delle due serate, si discuterà delle possibili vie per uscire dalla crisi con scrittori, blogger, economisti, filosofi, attori e si parlerà di libri e di letteratura ai tempi della crisi. Il Festival è organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Acquaviva delle Fonti, con il sostegno della Regione Puglia, Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo, con la collaborazione della sede di Acquaviva dei Presìdi del Libro e di Puglialibre, Libri a Km 0, come media partner. Abbiamo intervistato Maria Grazia Bonavoglia, Stefano Savella e Carlotta Susca, che si occupano della direzione artistica del Festival.

Sta per partire il Festival Letterario ‘A testa in Sud’. Ogni anno viene scelta da voi una tematica centrale, attorno alla quale ruota il festival. Qual è il tema che avete scelto di affrontare quest'anno?

‘Contro la crisi’: il tema della terza edizione di ‘A Testa in Sud’ era quasi obbligatorio. Non un semplice approfondimento della situazione economica attuale, ma il tentativo di individuare delle possibili strategie per superarla. L’idea del festival è sempre stata, sin dall’inizio, quella di declinare in senso positivo i vari argomenti scelti, di evitare di sottolineare i problemi e di optare, invece, per un atteggiamento propositivo e fattivo.

Il nome del festival è ‘A testa in Sud’, e si tratta di una manifestazione fortemente radicata nelle problematiche del nostro territorio, il Meridione e, in particolare, della Puglia. L'edizione di quest'anno si intitola ‘Contro la crisi’. Il Sud è sicuramente la parte del Paese che storicamente e contingentemente maggiormente risente della tragica situazione economica che stiamo vivendo. Un festival letterario potrebbe apparentemente sembrare in contrasto con un tema del genere, dato che si è portati comunemente a pensare che la cultura, la letteratura siano staccate dalla realtà, che siano legate solo al tempo libero o, al massimo, al tempo dell'apprendimento scolastico. In che modo, dunque, un tema come la crisi può trovare spazio in una manifestazione come un festival letterario? Può essere utile per il nostro territorio che in un festival letterario si parli della crisi?


È nostra ferma convinzione che la letteratura e, in generale, i libri (buoni) siano strettamente legati alla vita. Leggere ci forma al pari delle esperienze che facciamo nella vita ‘vera’: le idee, gli incontri sono aumentati esponenzialmente grazie ai libri. Nella nostra vita quotidiana potremmo incontrare un numero massimo di persone a seconda di che lavoro facciamo e di quanto viaggiamo, ma grazie alla lettura abbiamo infinite possibilità in più di apprendere e di conoscere. Esistono numerosi festival letterari che si pongono come intrattenimento, e va benissimo. Il tentativo di ‘A Testa in Sud’ è di rinunciare ai grandissimi numeri di pubblico, ma di porsi come un piacevole momento di apprendimento, di scambio. Gli ospiti invitati sono scelti tutti perché hanno da dire qualcosa di interessante sulle tematiche scelte. Il Meridione, in cui siamo radicati, ha molte risorse che gli consentirebbero di invertire la tendenza della crisi. Latouche parla di «decrescita felice»: se questa soluzione è praticabile, il Sud è nella condizione di investire sull’agricoltura, e riportare i ritmi di vita a una condizione più sostenibile. Nell’editoriale al XXV numero della rivista semestrale «incroci» si cita Bevilacqua: «Dovrebbe dunque essere chiaro che non ci sarà ‘ripresa’ e che non è il caso di aspettarla. Godot non arriverà». Non arriverà dunque nessuno a salvarci, e per questo la responsabilità è nostra. Un festival sulla crisi potrebbe contribuire allo scambio di idee utili a capire come superare questo momento storico.

Come si articola il programma delle due serate?


La prima serata, venerdì 31 agosto, è dedicata all’approfondimento con saggisti, economisti e attivisti: Nicola Rossi e Angelo Leogrande inaugureranno gli incontri parlando di economia e libertà. Con Marianna Carabellese e Sergio Scarcelli si parlerà di ecologia e riciclo come modi per ripensare il nostro atteggiamento nei confronti dell’ambiente; Alessandro Lattarulo affronterà la necessità di investire in politiche sociali in una situazione come quella attuale. Christian Raimo dialogherà con Leonardo Palmisano delle scritture della crisi. Lino De Venuto e Domenico Lopez concluderanno con brani letti e musicati tratti da Franco Cassano e Silvano Agosti. In preserata Angela Pansini condurrà un club del libro a tema. Sabato 1° settembre si tratterà di libri e letteratura al tempo della crisi: Lino Angiuli e Daniele Maria Pegorari saranno intervistati da Ignazio Minerva, poi Michele Bracco e Ferdinando Pappalardo discuteranno di filosofia e letteratura al tempo della crisi; la serata si concluderà con il match letterario carta vs ebook (Michele Marcon e Andrea Sesta, dal blog «Finzioni»). Ci saranno inoltre ‘incursioni’ di Silvestro Ferrara, che parlerà di un anomalo modo per uscire dalla crisi: diventare supereroi. Ulteriori informazioni sono reperibili sul blog atestainsud.blogspot.com.

Si tratta, come accennavamo poc'anzi, della terza edizione del festival. Qual è il vostro bilancio generale su ‘A testa in Sud’?

‘A Testa in Sud’ cresce: aumenta l’esperienza degli organizzatori, si affinano le formule, si arricchiscono i contenuti.

Cosa è cambiato quest'anno rispetto alle due edizioni precedenti?


Rispetto alle due precedenti edizioni la tematica è una sola, invece di diversi argomenti per ogni serata: per questo si è optato per una versione più compatta, a due serate, precedute da un aperitivo aperto al pubblico per poter chiacchierare e far capire al pubblico che non vogliamo spettatori, ma partecipanti attivi. L’altra novità è la presenza del match letterario, una formula già sperimentata altrove dagli organizzatori e che sembra molto gradita dal pubblico: è un modo leggero e divertente per proporre dei contenuti. Per il resto il livello degli ospiti e la cura nell’organizzazione rimangono costanti, e speriamo che i partecipanti possano esserne soddisfatti, e che possano fornirci pareri e suggerimenti scrivendoci qui: atestainsud@gmail.com.

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